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John Lydon

La sera del 6 dicembre 1975, i Sex Pistols salgono sul palco per il loro primo concerto. Il cantante John Lydon esibisce una t-shirt con su scritto: I hate Pink Floyd. Volendo essere un po provocatori, quella stessa sera, ma da un altro palco, il progressive rock esce di scena. I Sex Pistols e quella maglietta simboleggiano la fine del progressive come stile dominante, innovativo, ma soprattutto sentito ed apprezzato dalla massa. I tempi sono cambiati.

Ma un momento. Chi sono i Sex Pistols? E con quale presunzione affermo, indirettamente, che i Pink Floyd rappresentano l’emblema del progressive rock?

I Sex Pistol inaugurano l’epoca del punk

Si sa, le mode cambiano, ed in modo incredibilmente simile a metà degli anni ’70, il progressive improvvisamente passa di moda. Non è un grosso problema per le band già affermate, che continuano la loro carriera più o  meno proficuamente. Il cambiamento parte invece dai locali di tutta la Gran Bretagna, dove si iniziano a sentire gruppi che suonano un tipo di musica diverso da quello a cui i frequentatori erano abituati negli anni precedenti.

Musica che trae la sua energia dalla provocazione e dalla ribellione, canzoni semplici, senza virtuosismi, che fanno della mancanza e disinteresse per la tecnica un vanto. E in questo i Sex Pistols ne rappresentano sicuramente l’emblema! Ma cosa rappresentano i Pink Floyd, per questa nuova concezione della musica?

I Pink Floyd rappresentano la rinnegazione delle radici della musica rock

David Gilmour

O perlomeno è quello che sostiene John Lydon con la sua maglietta.

I Pink Floyd non sono sicuramente tra i gruppi più rappresentativi del progressive, essendo più vicini alla psichedelia, ma esprimono bene quella concezione della musica intesa come arte, come estetica, della ricerca di raffinatezza, di contaminamento con generi musicali più colta come quella classica o il jazz. Tutto ciò che la nascente corrente punk rinnega, a favore di un riavvicinamento al rock’n’roll, quindi musica come mezzo di espressione e non opera artistica, spirito di ribellione, energia e vitalità, semplicità delle composizioni (ritornano i tre accordi).

A proposito di odio verso i Pink Floyd, mi viene in mente un gruppo italiano quasi ossessionato da Waters e compagni. Sembra non possono fare a meno di citarli dissacrandoli continuamente, anche se queste citazioni sono ben più raffinate di quelle dei sex Pistol. Ad esempio questo.

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